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Tutto quel che c'è da sapere sulla Garanzia

Tutto sulla GARANZIA!
Visto che ciclicamente leggo richieste di info sulla garanzia dei beni al consumo, vorrei raccogliere in un solo post, che sia il pi√Ļ possibile chiaro e sintetico, tutto quel che c'√® da sapere, in modo che chiunque possa far valere i propri diritti.

:-) Parliamo di beni venduti all'utente finale (il consumatore) :-)

La garanzia, per legge, è di 2 anni (24 mesi) per i difetti di conformità.

Il difetto di conformità
(cioè il guasto, il malfunzionamento, dovuto ad un difetto pre-esistente nel bene già al momento dell'acquisto, quindi non dovuto a danneggiamento o manomissione da parte del cliente)
deve essere denunciato entro 2 mesi dalla scoperta.

La garanzia pertanto può essere fatta valere fino a 26 mesi dalla data di acquisto
(24 mesi + 2 mesi)

:-( La legge stabilisce che il periodo di garanzia sia di due anni per merce il cui uso non sia professionale,
in quest'ultimo caso (uso professionale, quindi acquistando con p.Iva) invece,
la garanzia è di un anno (1 anno - 12 mesi).

:-) La garanzia deve essere corrisposta da chi ha venduto la merce (il rivenditore)

Il rivenditore non può esimersi dal garantire i prodotti per 2 anni sui difetti di conformità, anche quando il suo fornitore garantisce solo 1 anno:
per questo tipo di difetti, egli si può rivalere nei confronti del produttore entro un anno dalla riparazione o sostituzione del bene difettoso.


Il rivenditore è tenuto in prima persona ad occuparsi della garanzia del prodotto: può indirizzare il cliente al centro di assistenza del produttore solo quando ciò non comporti sacrifici maggiori in termini di spesa e di tempo per il cliente.


Il difetto che si verifica nei primi 6 mesi per legge è un difetto di conformità
(cioè non è dovuto ad un danneggiamento del prodotto da parte del cliente),
salvo prova contraria ! (smontano lo smartphone ed esce 1lt di acqua per dire)

E' il rivenditore, in questo caso, che deve eventualmente provare che il difetto del bene è stato causato dal cliente.



Non facciamo confusione sul concetto di garanzia

Vi sono 2 tipi di garanzia:

Garanzia LEGALE
Copre i difetti di conformità: è regolata dalla legge di cui stiamo parlando.
Comporta 2 anni di garanzia sui difetti di conformità, quindi sui difetti presenti nel bene al momento dell'acquisto o sui guasti causati dai suddetti difetti.
Essa è valida sempre per gli acquisti effettuati dall'utente finale.

e
Garanzia COMMERCIALE
E' fissata liberamente dal venditore o dal produttore, può avere qualsiasi termine di tempo, qualsiasi condizione: è sostanzialmente un - servizio extra- offerto insieme al bene.
Essa di fatto comporta che qualsiasi difetto riscontrato nel prodotto, rilevato nell'arco temporale di durata di questa garanzia, venga considerato "di conformità" salvo prova contraria.
Non pregiudica la garanzia legale (di 2 anni per l'utente finale), al massimo la integra.

Ad esempio, oggi, Alimentatori di buona marca e SSD hanno una garanzia molto pi√Ļ lunga, anche di 5 anni o addirittura 8 anni.

Un altro esempio può essere quello delle RAM, alcuni marchi offrono per questa garanzia Lifetime (a vita.)



Dopo l'ottavo mese (6 mesi + 2),
in assenza di una garanzia commerciale pi√Ļ estesa da parte del produttore o del rivenditore, l'onere della prova √® dovuto all'acquirente.
Lo stesso malfunzionamento, in assenza di palesi danni o manomissioni del prodotto, è una prova sufficiente.

Il consumatore, non è costretto a "provare" che il bene abbia un difetto di conformità,
ma facciamo un esempio:
si rompe un notebook,
non dovrai andare dal venditore con la perizia firmata da un tecnico che attesta
il danno come non imputabile ad un cattivo uso del bene da parte del consumatore stesso;
ma come specifica chiaramente il Codice del Consumo,
il bene durevole non conforme si rivela tale quando manifesta un malfunzionamento,
ed il fatto che si presenti tale malfunzionamento indica la non conformità del bene stesso come bene durevole,
e quindi il presentarsi al venditore con il bene non-funzionante,
ed indicare tale problema,
costituisce l'assolvimento dell'onere della prova da parte del consumatore rispetto al venditore
una volta passati i famosi 6 mesi.

A questo punto il venditore
si vedrà costretto a promuovere l'azione riparatoria nei termini e le condizioni previste dal Codice del Consumo,
oppure diversamente dovrà dimostrare a sua volta che il bene è stato danneggiato per colpa del consumatore.

Il consumatore puo' chiedere, a sua scelta, al venditore
di riparare il bene o di sostituirlo,
senza spese in entrambi i casi,
salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all'altro .

Quindi la scelta iniziale del cliente è: sostituzione o riparazione.
Se la riparazione è impossibile o troppo onerosa rispetto alla sostituzione, allora il bene va sostituito.
Se la sostituzione è impossibile o troppo onerosa rispetto alla riparazione, allora il bene va riparato.

Se entrambe le vie non sono percorribili,
oppure i tempi della riparazione\sostituzione si allungano oltremodo da arrecare disagio al cliente,
è prevista la risoluzione del contratto con restituzione dei soldi (tenendo conto dell'uso del bene (-xyz euro))

In questo caso il rivenditore deve restituire una somma pari al valore attuale del bene.

Non viene stabilito chi deve decidere sul valore da attribuire al bene:
ci si richiama al buon senso per trovare un accordo.

In genere, se al rivenditore interessa mantenere un rapporto di fiducia col cliente,
non ci dovrebbero essere problemi nel trovare una soluzione che soddisfi entrambi.

Alcuni rivenditori affermati,
praticano una politica alternativa:
piuttosto che restituire il valore attuale del bene in denaro,
offrono al cliente un buono di acquisto (spendibile solo nel proprio negozio)
pari alla somma spesa inizialmente per il prodotto che poi si è rivelato difettoso


Passiamo al
RECESSO

Se acquistiamo merce di persona in un negozio, non abbiamo diritto al recesso:

è possibile infatti vedere subito le condizioni del bene in vendita,
ed eventulmente possiamo chiedere una prova di funzionamento.

Non è obbligo del negoziante far provare il prodotto, ma non è nemmeno obbligo dell'acquirente comprarlo lo stesso!!

Alcune catene di negozi e supermercati offrono di loro iniziativa
la possibilità di accettare in reso (entro pochi giorni)
qualsiasi cosa acquistata presso di loro in cambio di un buono acquisto di pari valore.

Queste ottime iniziative rimangono un atto di generosità del negozio stesso,
ma non sono imposte per legge.

Per le vendite a distanza
(tramite Internet, televisione, telefono) in cui la merce viene spedita al domicilio dell'acquirente ,
il ripensamento è di 14 giorni lavorativi


Per ora è tutto.